LETTERATURA

CECHOV E IL VERISMO SICILIANO

condotto da

CARMELITA CELI

   dal 29.06 al 03.07.2015

   Piccolo Teatro di Catania Catania

Che per il teatro di Cechov possa essere necessario se non addirittura urgente pensare ad uno stato d’animo siciliano fu intuizione del grande, insuperato Giorgio Strehler. Ma se l’Associazione Città Teatro ha dato il titolo di “Cechov e il Verismo siciliano” al primo dei tre laboratori teatrali del progetto “Una regia trazzera. Dall’ Inghilterra alla Sicilia attraverso l’Europa” – organizzato all’interno di I Art del Comune – esiste ancora un’altra ragione. E cioè “Alla fine del tempo dell’ulivo”, la pièce che Piero Sammataro, attore regista, aveva scritto sulle tracce del “Giardino dei ciliegi” di Cechov (lui stesso ne era stato l’intenso, intrigante Trofimov nella versione epocale di Strehler del 1974 ), ambientandolo nella Sicilia del primo dopoguerra e di cui aveva già avviato la messinscena quando la morte lo colse improvvisamente nel novembre di due anni fa. E per l’appunto “Alla fine del tempo dell’ulivo” è stato testo di riferimento per il laboratorio che si è appena concluso nella sala di via Ciccaglione, con il coordinamento di Carmelita Celi. Alle cinque giornate di studio – animate dagli interventi dei professori Fernando Gioviale e Giuseppe Montemagno, Gianni Salvo, regista e attore, Rosario Minardi, regista e attore,nonché degli attori, allievi attori, partecipanti al laboratorio - hanno avuto parte attiva anche altri addetti ai lavori e studenti d’Università e Accademia.

Carmelita Celi

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